Tiziano Guerrini

Tiziano Guerrini nasce ad Abbadia San Salvatore il 30/09/1966.
Figlio d’arte, ha sempre frequentato lo studio paterno. Il padre – Guerrini Renato – pittore ormai affermato, lo segue nella sua evoluzione pittorica e artistica. Pittore e scultore, negli anni il suo interesse si concentra prevalentemente nello studio e nella creazione di soggetti in creta. La sua prima opera importante la esegue all’età di 23 anni: una composizione della Natività realizzata in terra cotta a grandezza quasi naturale, sempre esposta in occasione delle Feste Natalizie nelle chiese di Abbadia San Salvatore. Di sua realizzazione anche il Cristo in Croce del Pigelleto e il Cristo in bronzo presente nella strada che da Abbadia San Salvatore porta alla vetta del Monte Amiata.

Le sue opere sono state esposte in varie gallerie; tra queste le più importanti sono:

  • Galleria d’Arte Athena – Roma
  • Galleria Pulcrum – Roma
  • Galleria Il Ceppo – Abbadia San Salvatore
  • Galleria Manzi – San Gimignano

Ha esposto alla mostra d’arte sacra di Pienza e nel 2009 a Mestieri d’Autore a Siena.

Ha partecipato a diverse collettive a Valiano (SI), Follonica (GR), Roma e Abbadia San Salvatore ottenendo sempre un grande successo di opinione e di critica. Le sue opere si trovano presso collezionisti privati, Enti Pubblici, chiese, negozi specializzati in Roma e nel proprio laboratorio di Abbadia San Salvatore. Attualmente continua la sua opera di scultore e pittore.

CONVERSAZIONE CON RADIO VAL DìORCIA

NOTE CRITICHE

Geometrie, quinte spaziali galleggiano fluide e leggere nello spazio; qui l’incastro delle linee non conosce forzature piuttosto diviene sintomo eloquente di una manualità libera e disinibita, di un modo di intendere la geometria e l’incastro delle forme come pura apparizione di un pensiero espresso in frammenti, bagliori improvvisi.

Una manualità felice, quella di Tiziano Guerrini, un uso spontaneo dei linguaggi dell’arte: la mano corre veloce, oltrepassa ostacoli e sovrastrutture mentali. Il colore è traccia, confine di un immaginario che vola alto scardinando ogni ipotetico riferimento all’avanguardia storica, alle strutture pittore di un Depero, tanto per citare un nome. Quella di Tiziano Guerrini è una libera creatività in evoluzione, certa delle direzioni variabili della propria sensibilità.

Oltre la pittura, oltre la scultura queste opere sono vere e proprie congerie che stabiliscono con l’osservatore un forte impatto visivo, un’intesa immediata di consonanza/assonanza armonica tra i piani e l’occhio che guarda.
In questo senso questi lavori non sono oggetti disturbanti, inquietanti labirinti della mente, ma piuttosto il segno eloquente di una vitalità, gioia esaudita che forse è l’ultimo desiderio dell’arte.

Lidia Reghini di Pontremoli
(storico e critico d’arte – www.reghini.net)

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