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  • Ogni Paesaggio ha la sua storia di Alessandro Cannavò

    Ogni Paesaggio ha la sua storia di Alessandro Cannavò

    Ogni paesaggio ha la sua storia, il suo carattere, la sua rappresentazione. Ho percorso, in tempi diversi, quasi tutta la via Francigena, ed è qui che ho maturato la consapevolezza della relazione tra cammino, natura e arte. La Toscana culla del Rinascimento è uno scenario che, passo dopo passo, introietti tra le colline “disegnate” in modo razionale: una convivenza armoniosa di vigneti, uliveti, filari di cipressi e borghi medievali. Dirigersi verso San Gimignano avvicinandosi lentamente alle sue torri, tanto per fare un esempio, è un privilegio di bellezza. La Val d’Orcia diventa già reale negli sfondi tardo-gotici di Ambrogio Lorenzetti, alfiere di quel buon governo che regolava il rapporto tra città e campagna. Ma la Toscana che amiamo e ci “rassicura” è riscontrabile anche nella versione fantasiosa di Benozzo Gozzoli e, allargando la panoramica, il Centro Italia si manifesta negli sfondi di Piero della Francesca.

    Diversamente, continuando il cammino verso Roma, ecco che i sentimenti della natura cambiano. L’alto Lazio, con i suoi boschi, le sue rupi tufacee, i suoi resti archeologici è una suggestione mitologica come nei dipinti di Nicolas Poussin o di Claude Lorrain. Uno scenario che, pur nella forma del classicismo, rivela una creatività naturale barocca. E smuove gli animi.

    Sono impressioni personali che possono scaturire solo nei tempi lenti del cammino, nella consapevolezza recuperata del muoversi con il corpo e la mente in uno spazio ben definito mettendosi in contatto con esso. Una dimensione tutta da recuperare nell’epoca della velocità e del virtuale. Qui la lentezza e la fatica ampliano le connessioni e permettono di ritrovare forme di spiritualità.

    E’ uno stato d’animo ideale anche per l’arte contemporanea, che spesso con una testimonianza astratta arricchisce di inediti significati il valore di questi luoghi. In Umbria ho visitato di recente il parco comunale di Todi per il quale l’artista americana Beverly Pepper ha realizzato e donato grandi sculture in ferro, acciaio, alluminio. Il confronto tra gli alberi e queste presenze “siderurgiche” è sorprendente.

    La storica rassegna di San Quirico d’Orcia “Forme nel verde”, sfrutta questi contrasti per proporre uno sguardo nuovo sui paesaggi del passato. Sono molti i grandi artisti dei nostri tempi che hanno sentito la necessità di lasciare il proprio segno in tanti contesti storico-ambientali. L’Italia in questo senso è il luogo ideale. Un presidio di pace e bellezza da preservare in un mondo sempre più inquieto e ingiusto.

    Alessandro Cannavò