Sabato 22 Novembre ho presentato, in un Talk tenuto presso il Padiglione Italia della Biennale di Architettura di Venezia, un caso completamente dimenticato, risalente ai primi anni del ‘900, potrei definirlo un intrigante cold-case di intrigo internazionale riguardante Roma : il progetto di una Città Mondiale della Pace a statuto internazionale da costruire sul litorale romano, finanziato dalla World Conscience Society. Il progetto fu concepito e coordinato da Hendrik Christian Andersen (scultore, architetto e urbanista americano, oriundo norvegese, vissuto a Roma dal 1898 fino alla morte nel 1940). Questo progetto, tutt’altro che utopico, fu elaborato tra il 1901 ed il 1912 tra Roma, Parigi e Stati Uniti, da un team di circa 40 persone tra architetti, urbanisti, ingegneri, economisti, filosofi, giuristi e artisti. In questa Città si sarebbero dovute alternare le élites mondiali per educarsi alla pacifica convivenza dei popoli condividendo arti, culture, scienze, economie e religioni. Il progetto ha sfiorato per ben 3 volte la fase esecutiva a seguito di 3 incontri : al Quirinale con Vittorio Emanuele III nel 1913, a Palazzo Venezia con Mussolini nel 1926, a Villa Helene con Vittorio Cini (Commissario generale del E42) nel 1937 sempre a Roma. Questo progetto fu lasciato in eredità al Regno d’Italia nel 1940 alla morte di Andersen, effettivamente acquisito dallo Stato italiano nel 1978 alla morte della sorella adottiva, in quanto usufruttuaria di tutti i beni. Tutto è visitabile e consultabile a Roma nella sua Casa-Museo Villa Helene, dal 2000 aperta al pubblico e gestita dalla Direzione Musei Statali del Ministero della Cultura, dove è possibile vedere gli originali di statue, plastici, disegni ed un archivio di corrispondenze e pubblicazioni originali del progetto, depositate a suo tempo nelle principali biblioteche di diversi paesi del mondo, mentre una parte dell’archivio è dislocato anche presso la Smithsonian Library di Washington. Sono ormai diversi anni che sto studiando questo caso tanto intrigante, quanto misconosciuto, per farlo riemergere almeno come città-fantasma della quale mi sono proclamato sindaco pro-tempore per una divulgazione con laboratori sul campo, presso il museo ed in diverse istituzioni pubbliche.