La Kabbalah consiste nella conoscenza dell’Universo sviluppata dagli Ebrei a partire dai testi biblici. Secondo questo modello di conoscenza, tutta la creazione è riconducibile agli archetipi rappresentati dalle lettere e dai numeri corrispondenti nell’alfabeto ebraico, perché le regole che governano la creazione e la vita nel mondo sono le stesse su cui sono fondate le lingue che usiamo per esprimere il nostro pensiero e comunicare fra di noi. Cioè la nascita delle lingue è dovuta alle medesime leggi che hanno permesso la progressiva condensazione dell’energia creativa in materia concreta.
Basta pensare che il nostro linguaggio dipende dal nostro DNA per intuire quanto affermato sopra.
Le lettere dell’alfabeto ebraico rappresentano gli archetipi fondamentali della creazione. Questi possono essere considerati come idee elementari, esprimenti le funzioni che stanno alla base della vita, che divengono idee complesse o concetti quando formano le parole e, tramite le regole della grammatica, le frasi.
In altre parole la creazione della vita avviene tramite degli strumenti che, sul piano grafico e sonoro, si esprimono nelle 22 lettere dell’alfabeto.
Nelle parole esse si comportano come le molecole che si legano per dare vita a composti chimici. In questo modo si formano dei concetti semplici. Tramite le regole grammaticali, parallele alle leggi della mente universale, questi si legano per dare vita a espressioni concettuali più vaste.
Il P-greco (3,14) e la Creazione
In matematica il numero detto P-greco, che vale approssimativamente 3,14, è quello che permette la misurazione della circonferenza e il calcolo dell’area del cerchio.
Secondo la teoria ebraica dello TSIMTSUM il Creatore, ritirandosi, lascia un vuoto. Questo vuoto ha una forza che mantiene l’infinito alla periferia dello spazio svuotato. Tutto ciò è rappresentato da un cerchio e dal raggio che mantiene il vuoto attorno al centro.
Il P-greco è, perciò, un numero trascendente che ha un numero infinito di decimali.
Si può trovare questo numero anche in un altro rapporto. Le lettere dell’alfabeto ebraico sono 22. Il numero 7 rappresenta lo scorrere del tempo, che nella Bibbia è misurato in settimane.
Il P-greco corrisponde, in modo approssimato, al rapporto:
22:7= 3,14
Cioè al rapporto fra gli archetipi fondamentali della creazione e il numero che esprime il tempo.
Si dovrà innanzitutto riconoscere, allevare e nutrire quell’essere che è in noi, perché, come disse Louis Claude de Saint Martin: il fine dell’uomo è di conoscere il mondo, non per utilizzarlo, ma per sostenervi la sua parte.
Tutte le gnosi, nelle civiltà tradizionali, sono tavole di corrispondenza tra Dio, l’uomo e l’Universo.